
Missione compiuta per Jannik Sinner, che dopo aver guadagnato per la quinta volta di fila i quarti, ha centrato oggi la sua terza semifinale di Wimbledon. La prima volta a sbarrargli la strada fu Djokovic, la seconda volta Jannik si prese la rivincita sul serbo per poi battere in finale Alcaraz e quest’anno ci sono consistenti possibilità che sia ancora lui, il tennista più vincente della storia, dall’altra parte della rete nel penultimo atto del torneo.
Come ha giocato Jannik? In modo non dissimile dagli altri match, alzando il livello quando occorreva e servendo per tutto il confronto in modo consistente. Chirurgico break all’undicesimo gioco del primo set, poi il solo passaggio a vuoto del match, quando, già avanti di un break conquistato nel terzo gioco, ha consentito al tedesco di rientrare subito nel parziale cedendo il servizio al quarto gioco.
Il secondo set è andato avanti in equilibrio fino al tiebreak, e qui Jannik ha giocato con grande attenzione portandosi subito sul 5-2 e raddoppiando poi il margine attivo con un 7-5 finale. Nel terzo set Struff ha tenuto botta fino al sesto gioco, salvandosi in un paio di occasioni anche con l’involontaria cooperazione del nostro, un po’ meno centrato del solito, ma poi è arrivato il break che ha sostanzialmente posto fine al match promuovendo l’altoatesino alla sua terza semifinale londinese, decima in carriera tra tutti e quattro i major.
Per chi minimizzasse il livello dell’avversario, va ricordato che Struff fu rivale degno di Jannik nei quarti di Halle 2024 e sull’erba ha mietuto vittime illustri, ha impegnato Alcaraz fino al quinto tre anni orsono e ha sconfitto Medvedev (in tre set) e Hurkacz nell’edizione in corso. Insomma, un giocatore che senza dubbio sa come esprimersi sul green e che oggi contro Jannik non ha usato tattiche alternative alla sola per lui possibile: bombardare da ogni angolo sperando di tenerla dentro. Sinner non ha potuto giocare di ritmo e si è adeguato, vincendo la guerra ma concedendo al tedescone l’onore delle armi.
Per sapere quanti italiani giocheranno le semifinali sull’erba londinese bisognerà attendere i match di domani, entrambi accessibili.
Flavio Cobolli, ormai numero due azzurro a tutti gli effetti, se la vedrà con la grande sorpresa inglese Fery, che ieri ha spento il sogno di Dimitrov, ancora una volta arresosi a una discontinuità che è stata in fondo il freno a una carriera migliore.
C’è un precedente in favore dell’inglese e riguarda pure un major, segnatamente gli Open d’Australia, ma quel giorno scese in campo un Cobolli molto diverso da quello attuale e pertanto è legittimo pensare che stavolta il romano possa prendersi una rivincita che valga la semifinale.
Quanto a Jasmine Paolini, non partirà con i favori del pronostico, ma le recenti prestazioni inducono all’ottimismo e la pur brava Kostyuk non sembra chiuderle in faccia la porta della gloria in modo assoluto. Cadute Sabalenka, Swiatek e Rybakina, la rassegna al femminile è diventata una vera e propria lotteria, nel cui contesto il biglietto vincente andrà comunque a una neofita, perché anche Krejchikova, altra vincitrice di Wimbledon, è già uscita di scena.
Intanto Zverev, con qualche patema di troppo, ha liquidato Lehecka nel match interrotto ieri e proseguito oggi. Il ceco si è aggiudicato il terzo set 6-3, ma nel quarto, al tiebreak, Zverev dopo aver commesso un doppio fallo sul primo match point, ha poi chiuso vittoriosamente. Avrà nei quarti Fritz, autentica bestia nera del tedesco.
