La notizia riportata da Ciociaria Oggi evidenzia un problema enorme tra il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri e il sindaco Riccardo Mastrangeli. Ma non sono soltanto i chiarimenti, dovuti e urgenti chiesti agli uffici, a rabbuiare l’ostentata tranquillità del Sindaco. C’è da valutare la reazione delle città a un’iniziativa di cui (a nostro parere) non sentiva il bisogno nessuno e che per tre anni ha reso il capoluogo molto più caotica, disordinato e impraticabile di prima.
Il miraggio di una mobilità green e alternativa non può essere rincorso ovunque e ad ogni costo.
“Houston, abbiamo un problema”. E pure grosso. Parafrasando la celebre frase di Jack Swigert, pilota del modulo di comando della famosa ma sfortunatissima missione lunare Apollo 13, si può capire quanto sia complicata la situazione all’interno della maggioranza di centrodestra che sostiene l’Amministrazione Mastrangeli. Non serve entrare nel merito delle questioni. Basta il fatto. E il fatto, riportato con dovizia di particolari (e di lettere) da Ciociaria Oggi, è che il presidente dell’aula, Massimiliano Tagliaferri, ha chiesto delucidazioni e ragguagli su tematiche come la scuola Pietrobono, il parcheggio Multipiano di viale Mazzini, l’ascensore inclinato e il servizio di trasporto pubblico urbano, il centro di trasferenza e i rapporti con la Saf, i dehors sulle strisce blu. Sono tematiche fondamentali dell’intera consiliatura, punti irrinunciabili del programma.
Se il presidente del consiglio comunale (carica dal profilo anche e soprattutto istituzionale) deve rivolgersi al segretario generale per conoscere la situazione di questi “dossier”, vuol dire diverse cose. Intanto che le riunioni di maggioranza non si effettuano più. In secondo luogo che i rapporti tra lo stesso Massimiliano Tagliaferri e il sindaco Riccardo Mastrangeli sono inesistenti nella migliore delle ipotesi, conflittuali nella peggiore. Non sarebbe la prima volta, considerando che in questi quattro anni le tensioni non sono mai mancate. Con tutte le differenziazioni del caso, è come se il presidente del Senato Ignazio La Russa “interrogasse” il premier Giorgia Meloni sulle principali attività del Governo.
Inoltre, sul Bus Rapid Transit i dubbi di Tagliaferri ci sono stati sin dall’inizio. Sul piano politico è arrivato il momento di dire con coraggio che l’asse che ha caratterizzato le maggioranza di centrodestra per anni non è più lo stesso. Non soltanto perché i numeri e il peso politico della “galassia della Lega” di Nicola Ottaviani non sono più gli stessi da tempo. Ma anche per altri motivi. Il primo: Massimiliano Tagliaferri da quasi un anno è “indipendente”, dopo essere uscito dalla Lista Ottaviani. In diverse occasioni (perfino sul rimpasto di giunta) ha sollecitato Mastrangeli a soluzioni meno “impattanti”. Non è stato ascoltato. E’ chiaro che si sta facendo delle domande.
Adriano Piacentini è l’assessore più importante, visto che si occupa di bilancio. Ma da due anni siede in giunta come tecnico di fiducia del Sindaco. Non come esponente di Forza Italia. E’ su questo che si è consumato lo strappo degli “azzurri”, destinato a pesare moltissimo quando si arriverà al tavolo regionale. Per non parlare dei tanti consiglieri che sono usciti dalla maggioranza: Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli), Giovanni Bortone (Lega), Giovambattista Martino, Teresa Petricca (Futura), Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia (Forza Italia). Erano andati via anche Christian Alviani e Francesco Pallone, poi rientrati, rispettivamente in Identità Frusinate e Lista per Frosinone.
Ma il fatto è che un intero progetto politico non esiste più. Questo dovrebbe spingere il centrodestra a provare di rimettere insieme l’alleanza su basi diverse. Perfino sul piano programmatico. Perché i punti evidenziati da Massimiliano Tagliaferri sono reali. Inoltre c’è l’intero assetto della mobilità urbana, incentrato sul Brt, che non piace ai cittadini, ai commercianti, alle famiglie, a chi arriva a Frosinone da fuori. Il caos traffico è una conseguenza di una visione sbagliata degli assetti viari del capoluogo.
Se a questo aggiungiamo il mistero glorioso del contratto con la società che gestisce il trasporto pubblico che avrebbe dovuto risistemare l’ascensore inclinato è chiaro che chi sente odor di bruciato e conosce bene come stanno le cose si affretta a metterle nero su bianco. Per rivendicarle innanzitutto davanti ai propri elettori e poi, non si sa mai, davanti a chi… altro.
L’OPPOSIZIONE È TUTTA NELLA COALIZIONE CHE HA FATTO VINCERE MASTRANGELI
C’è da dire, qd onor del vero, che l’unica tangibile e seria opposizione a questi temi la stanno facendo proprio Massimiliano Tagliaferri e Anselmo Pizzutelli. Spalleggiati a fasi alterne da Franco Carfagna.
Con Pasquale Cirillo che stenta a mettere a terra un percorso di opposizione quantomeno coraggioso.
Gli altri, più o meno, si sono rivelati, Francesco Pallone in testa, aspiranti e improvvisati poltronisti di basso rango.
LA CITTÀ MERITA RISPOSTE
In tutto questo il centrodestra continua a cullarsi sugli allori perché, così si ripete nei corridoi di Palazzo Munari, “le opposizioni restano divise e in difficoltà”. Vero, ma siamo sicuri che nei prossimi quattordici mesi non riescano a scuotersi unitariamente?
In ogni caso, se pure così non dovesse essere, se il centrodestra vincesse per la quarta volta consecutiva, Frosinone merita di non avere risposte su argomenti come il Multipiano, l’ascensore inclinato e tutto il resto? Assolutamente no.
“Houston, abbiamo un problema”. Sempre più grosso.
