Un uomo di trent’anni residente a Strangolagalli, ha scelto di accedere al rito abbreviato nell’ambito del procedimento giudiziario che lo vede imputato per il reato di interferenze illecite nella vita privata. L’accusa contestata riguarda presunti atti di spionaggio continuati e reiterati nel tempo ai danni di due sue strette parenti: la moglie dello zio e la giovane cugina.
Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti e riportata dagli atti d’indagine, l’imputato avrebbe messo in atto un vero e proprio sistema di sorveglianza clandestina per osservare di nascosto le due donne all’interno e all’esterno della loro abitazione. In un primo momento, il trentenne avrebbe utilizzato espedienti più artigianali, avvalendosi di alcuni specchi opportunamente angolati e montati sulla cima di un’asta telescopica. Successivamente, per affinare le tecniche di intrusione e superare le barriere visive della proprietà, l’uomo sarebbe passato all’impiego di una tecnologia ben più sofisticata, utilizzando un drone dotato di telecamera per effettuare riprese aeree e monitorare dall’alto gli spostamenti e la quotidianità delle vittime.
Il processo entrerà nel vivo il prossimo 20 gennaio, data in cui si terrà l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari per la discussione del giudizio abbreviato.

