Sarebbe stato molto interessante leggere un comunicato di Stefania Martini se l’episodio “circoscritto” di cui ha parlato si fosse verificato alla fine di una cena privata con esponenti di centrodestra. Invece sia Luca Fantini che la stessa Martini sarebbe ora che facessero un po’ di chiarezza, invece di indignarsi, sui tanti aspetti non chiariti della vicenda che, ancora una volta, ha riportato per motivi tutt’altro che nobili la nostra provincia ai disonori della cronaca nazionale.
A Fantini soprattutto sarebbe importante chiedere, spostando il focus dalla violenza dei fatti simil Suburra del video de “Il Foglio”, come mai ha tollerato, in questi anni, la presenza “distorsiva” dal punto di vista politico di un personaggio potente e influente come Albino Ruberti sulla nostra provincia. Tutti sanno, anche i sassi, che Sara Battisti, con la complicità di Nicola Zingaretti prima e di Roberto Gualtieri dopo, ha tratto enorme vantaggio (sempre dal punto di vista del consenso e della credibilità) dal supporto di uno degli uomini più forti e autorevoli prima della Regione e poi del Comune di Roma. E proprio il vantaggio competitivo di Sara Battisti, in particolare su Mauro Buschini, è una delle ragioni che, nel tempo, ha generato una profonda frattura in Pensare Democratico.
Quando Francesco De Angelis parla nell’intervista rilasciata ieri all’Adn Kronos di “problemi già latenti” probabilmente si riferisce a questo clima di tensione che negli ultimi mesi ha visto crescere le contrapposizioni e soprattutto i “sospetti” tra chi stava lavorando per la riconferma di Sara Battisti e chi invece aveva a cuore la rielezione di Mauro Buschini. Evidentemente Fantini e Martini parlano di comunità in maniera astratta facendo finta di non conoscere le pericolose fibrillazioni che la stavano attraversando e che in occasione della cena maledetta del primo giugno sono drammaticamente esplose tra le vie del centro storico di Frosinone.
Sarebbe poi importante chiedere, sempre ai due estensori dell’incomprensibile e un pò esilarante comunicato di ieri, che cosa pensano dell’indisponibilità dei leader della loro bella comunità a difendere i colori del Pd in una lotta senza scampo nei collegi uninominali. Dovrebbero sapere bene Fantini e Martini che senza big in campo sarà inevitabile anche una batosta sul proporzionale. Troppo facile per chi sperava di entrare in Parlamento cimentarsi nella difficile battaglia del 25 settembre solo con in tasca la sicurezza dell’elezione. Ecco dunque che, senza garanzie, si abbandona la bella comunità ideale Dem, lasciando l’impresa impossibile ai coraggiosi Andrea Turriziani e Sergio Messore. Bell’esempio, il fuggi fuggi, per i militanti, per i giovani, per chi ancora crede nella missione e nell’impegno.
Ci saremmo aspettati, infine, da Fantini e dalla Martini, una bella e plausibile spiegazione sui capolista paracadutati qui, sulla loro bella comunità, a guadagnarsi l’elezione in Parlamento. Sul perché Frosinone e Latina non avranno (quasi certamente) rappresentanti e se tutto questo non faccia un po’ parte della logica del “me te compro” alla quale forse dalle parti del Pd si sono un po’ tutti assuefatti. In altri tempi per la mancata candidatura di De Angelis, poi per il video, e infine per gli “intrusi” sul nostro territorio ci sarebbe stata la rivoluzione. Ora tutti zitti. Facendo finta di essere indignati con chi specula sulla ridicola tragedia greca della “Taverna” e si diverte pensando ai rigori di Roma-Lazio che l’avrebbero provocata.

