Archiviati gli sport estivi per eccellenza, atletica leggera e nuoto, discipline nelle quali l’Italia continua a confermarsi tra le grandi potenze mondiali e certamente ai vertici nel Vecchio Continente, abbiamo registrato alcuni risultati non proprio esaltanti in altre discipline.
La delusione più grande è arrivata dal volley, dove a dispetto del fattore campo e di un titolo mondiale di cui ancora siamo detentori, biglietto da visita invero perentorio, ci siamo fatti eliminare ai quarti di finale dalla non irresistibile Finlandia, nazione comunque in crescita, che ha poi conquistato il bronzo abbastanza sorprendentemente al cospetto della Slovenia. Ha vinto la Polonia, che ci contende il ruolo di nazione guida del movimento mondiale, ma al di là della pessima prestazione che ha originato il 2-3 contro i finnici, va detto che un Russo e un Michieletto, presente solo per onor di firma, non si possono regalare ad alcuno. Si aggiunga la condizione di forma non eccelsa del nostro fenomeno Giannelli e il percorso ancora in itinere di Lavia verso una condizione di eccellenza, ed ecco che si scopre che era una squadra sì campione del mondo, ma con una serie di problematiche di tutta evidenza.
Resta la sorpresa negativa dell’eliminazione ai quarti, questa sì davvero imprevedibile, perché anche nelle condizioni in cui si trovava l’Italia aveva il dovere precipuo di chiudere tra le prime quattro, traguardo minimo di un Europeo giocato in casa. Una partita mal giocata e gli episodi certamente non favorevoli hanno impedito il “visto”, a dispetto di un 11-8 e 12-10 nel quinto set.
Le ragazze hanno fatto decisamente meglio, battute in finale della Turchia padrona di casa per 3-2 e a un passo dal chiudere sul gradino più alto del podio, anch’esse sicuramente condannate da piccoli episodi che hanno spostato l’ago della bilancia dalla parte della compagine turca. Se per l’Italdonne è stata “solo” una sconfitta, per i colleghi maschietti può ben parlarsi di passaggio a vuoto.
Nel tennis, altra disciplina che ci ha abituato fin troppo bene, con il nostro Jannik Sinner numero uno del mondo per 91 settimane e dominatore della stagione fino alla vittoriosa finale di Wimbledon, accusiamo un imprevedibile ma innegabile momento di impasse. Non è solo l’assenza del trascinatore, che ovviamente rappresenta il cruccio più grande e il freno più consistente, ma gli altri da qualche tempo non riescono a sopperire. E così abbiamo fatto segnare un sostanziale passo falso agli Open Usa, competizione nella quale per la prima volta dal 2023 a oggi non abbiamo avuto giocatori nei quarti di finale.
Altro sport che in qualche modo ha deluso le aspettative è il ciclismo: ai mondiali in realtà l’argento a cronometro di superGanna alle spalle dell’imbattibile Evenepoel e il bronzo dell’eterna Elisa Longo Borghini hanno salvato il bilancio, ma una volta di più nella corsa dei professionisti, che in passato fu terra di conquista per i nostri colori, abbiamo raccolto solo un nono posto con l’eccellente Ciccone. Gli altri, evaporati come la nebbia, a conferma di una crisi non ancora risolta. Il baby Finn, per la prima volta impegnato su una distanza così ragguardevole, ha chiuso la gara, sia pure vittima di crampi e di fatica, al 55° posto. Da qui si parte perché lui è atteso a breve tra i protagonisti assoluti.
Insomma, nuoto e atletica promossi a pieni voti, altre discipline che pure tante soddisfazioni ci stanno dando o ci hanno dato in tempi non remoti, segnano invece un po’ il passo, ma c’è tempo e modo per rifarci.
Una settimana senza troppe gioie per lo sport azzurro


