Centrodestra al 46,4%, centrosinistra al 25,6%: ancora più di venti punti percentuali di differenza. I risultati della Supermedia YouTrend, gli ultimi prima della pausa estiva, rappresentano anche il bilancio di un anno nel quale si è votato alle politiche, alle regionali e alle amministrative. Non esiste alcuna alternativa al centrodestra: i numeri e il sentiment del Paese dicono soltanto questo. Assai significativo pure il fatto che questa media dei sondaggi coincida non soltanto con la stagione nella quale molte persone sono sotto l’ombrellone, ma anche con i giorni delle polemiche sul reddito di cittadinanza e sul salario minimo, i cavalli di battaglia dei Cinque Stelle e di una sinistra in perenne crisi di identità.
Fratelli d’Italia resta non soltanto il primo partito al 29%, ma aumenta dello 0,2 rispetto a due settimane fa (20 luglio). Il Partito Democratico è stabile al 20,1%, il Movimento Cinque Stelle cresce dello 0,2 e arriva al 16%. Continuando: Lega al 9,2% (-0,2), Forza Italia al 7,4% (-0,2), Azione stabile al 3,7%, Verdi-Sinistra sempre al 3,2%, Italia Viva al 2,9% (-0,1), +Europa al 2,3% (-0,1). Poi tutti gli altri partiti. Non cambia praticamente nulla e questo significa che l’orientamento politico è radicato negli elettori, perlomeno in questa fase.
LA STRIGLIATA DI GIORGIA
Eppure Giorgia Meloni, premier e leader di Fratelli d’Italia, ha strigliato la maggioranza ieri, in occasione degli auguri di buona vacanze. L’incidente parlamentare sul via libera alla “patrimoniale” ha mandato su tutte le furie il presidente del consiglio. “Della patrimoniale di Fratoianni ne parliamo fra dieci anni. Ma come si fa? Bastava vedere il nome”, ha detto. Proseguendo: “Dobbiamo stare più attenti, coordinarci meglio perché non ci siano scollamenti tra Parlamento e Governo e per non commettere altre leggerezze ed errori superficiali”. Un ragionamento effettuato, come racconta Il Corriere della Sera, alla presenza dei vicepremier Tajani e Salvini e dei capigruppo Foti, Malan, Barelli, Ronzulli, Molinari e Romeo. Ha affermato la Meloni: “Dobbiamo leggere con più attenzione gli ordini del giorno che arrivano da sinistra perché congegnati per metterci in difficoltà. Occhio ai temi che ci danneggiano perché fanno infuriare gli italiani, come i vitalizi e l’aumento degli stipendi ai deputati”.
LA BONIFICA DELLA VALLE DEL SACCO
I parlamentari di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, Paolo Pulciani e Aldo Mattia hanno inviato una lettera al viceministro dell’ambiente Vannia Gava per sollecitare un incontro interdipartimentale tra il Ministero, la commissione ambiente e la Regione Lazio. Per avviare le opere di bonifica del Sito di interesse nazionale del bacino del fiume Sacco. Iniziativa importante, ma va ricordato che da sempre sul territorio Fratelli d’Italia, sotto la guida di Massimo Ruspandini, è in trincea sul più importante dei temi ambientali: l’inquinamento della Valle del Sacco. Gli odori nauseabondi che hanno ammorbato (e ammorbano) Ceccano, Patrica, Supino e una parte di Frosinone vanno avanti da anni. La schiuma, i pesci morti e la devastazione del Sacco hanno caratterizzato i momenti più bui della storia di questa provincia. Risposte vere non sono mai arrivate, men che meno negli ultimi dieci anni di Regione a guida centrosinistra. Senza una effettiva bonifica della Valle del Sacco è impossibile parlare di rilancio della Ciociaria. Nessuna impresa di questo territorio ha le capacità economiche per bonificare il sito dove insiste la propria realtà. Le rigide norme previste dal Sin vanno contro il buon senso e penalizzano sul nascere le aziende. Non soltanto andrebbe completamente rivista la perimetrazione, ma anche il sistema di assegnazione dei fondi per la bonifica. Altrimenti la Ciociaria rischia di arrivare ultima ancora una volta. E’ su questi aspetti pratici che bisogna intervenire. C’è poi il Piano di risanamento della qualità dell’aria elaborato dalla passata Amministrazione regionale. Anche su quello le associazioni di categoria lanciarono l’allarme per una indicazione di aree rosse e verdi non calate sulle effettive situazioni dei singoli territori. La sfida della bonifica della Valle del Sacco dovrebbe ripristinare il primato delle evidenze scientifiche. Non dei pregiudizi ideologici.

