Casalvieri, fiera di Roselli senza celebrazioni per i 50 anni: l’attacco del consigliere Borza

Torna a parlare il consigliere comunale di Casalvieri, Mario Borza, e lo fa a proposito della tradizionale fiera di merci e bestiame che da cinquant’anni si svolge in contrada Roselli. L’esponente dell’opposizione ha puntato il dito sulla mancata organizzazione di una qualsiasi manifestazione istituzionale per festeggiare il prestigioso traguardo del mezzo secolo di vita dell’evento.

Cinquanta edizioni rappresentano mezzo secolo di sacrifici, ha sottolineato Borza, definendolo un traguardo storico che la tradizionale fiera ha tagliato con l’orgoglio della sua gente e con la fedeltà di un pubblico che, da generazioni, si dà appuntamento in uno degli eventi più sentiti della Valle di Comino. Il consigliere ha contestato la scelta dell’amministrazione comunale che, a fronte delle nozze d’oro della manifestazione, avrebbe scelto il silenzio, senza prevedere alcun riconoscimento formale per celebrare tutti coloro che hanno tenuto in vita un appuntamento radicato nella memoria più autentica di Casalvieri.

Secondo il consigliere, la fiera di contrada Roselli non è mai stata un semplice mercato ambulante, ma ha rappresentato da sempre un punto di incontro per gli allevatori del circondario e un’occasione di socialità insostituibile per famiglie ed emigranti di ritorno. Raggiungere la cinquantesima edizione in un’epoca di spopolamento delle aree interne viene definito da Borza come un vero miracolo di resilienza.

Valorizzare un anniversario del genere, ha concluso l’esponente politico, avrebbe significato non solo ringraziare chi si spende ogni anno per l’organizzazione logistica e la riuscita della fiera, ma anche promuovere il territorio all’esterno, attirando visitatori e riscoprendo il senso di appartenenza a una comunità. Borza ha comunque evidenziato che, nonostante il mancato tributo istituzionale, la cinquantesima edizione ha dimostrato la forza delle proprie radici grazie al calore della gente, alla presenza degli operatori e all’attaccamento della contrada alla propria terra, con le cinquanta candeline idealmente spente tra il viavai dei visitatori.