Auto, Procaccini: “L’Italia ha aperto gli occhi all’Europa” 

Il voto sullo stop alla vendita di veicoli di nuova immatricolazione a benzina o diesel dal 2035 è stato rinviato a data da destinarsi e non è dunque entrato nell’agenda dei lavori della riunione dei Rappresentanti Permanenti aggiunti dei 27. Lo fa sapere la presidenza svedese. A pesare, oltre al no dell’Italia e alle posizioni di fatto contrarie di Polonia e Bulgaria (sebbene Sofia a novembre si sia astenuta), è la posizione della Germania. Il punto è stato stralciato anche dal Consiglio Ue dei ministri dell’educazione, che il 7 marzo era chiamato alla mera ratifica formale dell’accordo.

Sulla vicenda è intervenuto l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento UE e responsabile ambiente ed Energia del partito.
“Abbiamo aperto gli occhi all’Europa sulle pesanti conseguenze dello stop definitivo alle auto a motore endotermico entro il 2035 -ha affermato Procaccini– il rinvio della decisione è frutto della ferma opposizione del governo italiano e del lavoro fatto in questi mesi dal gruppo dei Conservatori al Parlamento europeo”.

TUTELA DEL MERCATO ITALIANO

“Il tema è arrivare a consentire nel 2035 l’immissione sul mercato non soltanto di auto elettriche ma anche a motore a combustione con biocarburanti, idrogeno e altri carburanti ecologici e a basse emissioni su cui soprattutto in Europa si sta lavorando. La scelta dell’elettrico – continua Procaccini – non può essere dettata da elementi ideologici, per assecondare un ambientalismo che non tiene conto della realtà. Cioè degli alti costi delle infrastrutture elettriche, dello smaltimento delle batterie e di come verrà prodotta l’energia elettrica necessaria. Circostanze che possono rendere un’auto elettrica più inquinante in termini di CO2 di un mezzo a combustione interna di ultima generazione. Aprire il mercato solo alle auto elettriche è una scelta produttiva che avvantaggia il monopolio della Cina sulle materie prime e vedrebbe smantellata la filiera industriale italiana soprattutto per la componentistica”, conclude Procaccini.