Fratelli d’Italia cala il tris nella tornata amministrativa

Nella “mini tornata” amministrativa il partito di Giorgia Meloni conferma Lucio Fiordalisio (eletto a Patrica con un consenso bulgaro ) e Piero Sementilli (Ripi), mentre a Fontana Liri Battista batte Sarracco. Esulta Massimo Ruspandini: “Noi roccaforte”. Per il Coordinatore provinciale del partito della Meloni la conferma di un lavoro preparato con cura negli anni. Il quadro completo dei vincitori nei paesi alle urne.
Cinque sindaci confermati e quattro “disarcionati”. La fredda contabilità numerica di questa tornata elettorale, che ha visto solo 9 Comuni al voto in Ciociaria, racconta di dinamiche in evoluzione, che però hanno un denominatore condiviso. A vincere (e a perdere) sono stati soprattutto i primi cittadini. A dimostrazione di quanto tale “fattore” sia fondamentale a livello locale. Nessun centro superava i 15.000 abitanti e dunque niente ballottaggio. Sul piano politico il dato è uno: Fratelli d’Italia ha strappato al Pd la “fascia tricolore” di Fontana Liri, arrivando quindi ad eleggere 3 dei 9 sindaci. Un terzo. Conferma a valanga per Lucio Fiordalisio (FdI) a Patrica, che centra il tris. La festa di ieri sera alle Quattro Strade dimostra l’assoluta simbiosi con la cittadinanza. Sconfitta ingestibile politicamente per Samuel Battaglini (Lega): appena il 9%, superato perfino da Enrico Ferrarelli (12%). A Ripi bella vittoria di Piero Sementilli, anche lui di Fratelli d’Italia, vicinissimo al leader provinciale Massimo Ruspandini. Dicevamo di Fontana Liri, dove c’è stata la sorpresa: Giuseppe Loreto Battista ha battuto Gianpio Sarracco, primo cittadino in carica da tempo e dirigente di lunga data del Pd.
Per il resto, conferme di Anselmo Rotondo a Pontecorvo e Urbano Restante a Guarcino: per entrambi è il terzo mandato. Conferma anche (l’ennesima) per Ennio Marrocco a Cervaro.
Ora le sorprese dal sapore dei ribaltoni. A Boville Ernica Benvenuto Fabrizi ha avuto la meglio su Enzo Perciballi, già sindaco per due volte del paese. A Trevi nel Lazio la fascia tricolore è andata a Francesco Graziani. A Belmonte Castello ha vinto Carlo Medagli: forse la sorpresa più clamorosa.
In Ciociaria il centrodestra (a traino Fratelli d’Italia) avanza e infatti il parlamentare e leader di FdI Massimo Ruspandini lo ha sottolineato. Così: «Anche in questa tornata elettorale che riguardava nove dei comuni della nostra meravigliosa Provincia, il centrodestra ribadisce la sua forza. In particolare voglio brindare alla elezione di tre sindaci di Fratelli d’Italia. A Patrica al plebiscito per Lucio Fiordalisio, a meno di 50 anni già al terzo mandato consecutivo, per me una gioia immensa anche dal punto di vista familiare; a Ripi, il bis dell’amico fraterno Piero Sementilli che vince il derby tutto interno al centrodestra e infine la vittoria del dottor Peppe Battista, da me nominato all’epoca commissario del circolo di FdI di Fontana, il nostro Boninsegna… lui, che ha la memoria lunga, sa a che mi riferisco. Nei nove comuni tante affermazioni delle donne e degli uomini di FdI sulle quali ci soffermeremo nei prossimi giorni… una su tutte: le quasi mille preferenze di Annagrazia Longo, il presidente del Circolo di FdI di Pontecorvo! A chi si ostina a vedere la pagliuzza e non la trave, ricordo che la Ciociaria si conferma roccaforte del centrodestra. Oggi come ieri».
Tre a zero. E palla al centro.
INTANTO A FROSINONE…
Ieri a vuoto la seduta ordinaria del consiglio comunale, quella in prima convocazione.
All’appello hanno risposto in 11 (ne servivano almeno 17). In aula 8 tra “dissidenti” ed esponenti delle opposizioni. Ma pure 3 di maggioranza: Paolo Fanelli (FdI), Marco Ferrara, Sergio Crescenzi (Identità Frusinate). Domani l’assemblea si svolgerà in seconda “chiama”, quando basteranno 12 presenti. La sensazione è che il centrodestra ballerà non poco.
Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli tutto può fare meno che provare a ridimensionare (ancora una volta) la situazione.
Massimiliano Tagliaferri si dimetterà da consigliere e presidente dell’aula dopo la seduta di giugno dedicata al Rendiconto. E’ in quel momento che rimetterà il mandato ufficialmente. Ma la portata politica della sua decisione ha già “terremotato” il quadro della maggioranza. Spingendo inoltre sia Anselmo Pizzutelli che il Partito Democratico a forti e nette prese di posizione.
Anselmo Pzzutelli (Lista Mastrangeli), il primo dei “dissidenti” e il più agguerrito degli oppositori, ha dichiarato a Ciociaria Oggi: “A mio giudizio il sindaco Riccardo Mastrangeli dovrebbe prendere atto del fallimento politico-amministrativo e dimettersi. Subito. Ogni minuto che passa è a discapito della città… tanti consiglieri delle Liste Mastrangeli e Ottaviani sono passati all’opposizione. In maggioranza non c’è più Forza Italia, partito fondatore del centrodestra. Insomma, in tanti hanno voluto prendere per tempo le distanze dal fallimento politico-amministrativo del sindaco Riccardo Mastrangeli. Ma anche di Nicola Ottaviani, il suo predecessore e attuale parlamentare e segretario provinciale della Lega”.
Attacco politico frontale, senza metafore. Anche il circolo del Partito Democratico, guidato dal segretario Stefano Pizzutelli, ha sottolineato l’implosione dell’Amministrazione Mastrangeli, chiamando a raccolta tutte le forze politiche che intendono imprimere una svolta al modo di amministrare il Comune.
In secondo luogo sono 7 i “dissidenti”, vale a dire quei consiglieri eletti (nel 2022) in maggioranza che sono all’opposizione da tempo: Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli), Giovanni Bortone (Lega), Giovambattista Martino, Teresa Petricca (FutuRa), Maurizio Scaccia, Pasquale Cirillo (Forza Italia, che resta il partito fondatore del centrodestra).
E in questo momento malumori profondi attraversano Paolo Fanelli (Fratelli d’Italia) e Sergio Crescenzi (Identità Frusinate).
Massimiliano Tagliaferri non è abituato a “giocare”: ha voluto annunciare le dimissioni prima di ufficializzarle per una questione di rispetto nei confronti del Sindaco e di quel che resta della maggioranza. Proprio perché all’orizzonte c’è il Rendiconto, che, se non approvato, comporta problemi enormi.
Nell’agosto 2025 Massimiliano Tagliaferri ha lasciato la Lista Ottaviani dopo l’accelerazione (l’ennesima) di Mastrangeli sul Brt. Accelerazione da lui non condivisa. Ma c’un elemento che volutamente viene bypassato: Massimiliano Tagliaferri dal 2012 ad oggi è stato uno dei perni dell’Amministrazione e della maggioranza. Avendo però costantemente una dimensione civica. Non di partito. E’ una differenza enorme sotto ogni punto di vista, perfino per chi è abituato a “narrazioni” finalizzate a buttarla in caciara.
La realtà è che il Piano urbano della mobilità sostenibile (rivelatasi in realtà insostenibile) e il Bus Rapid Transit non hanno mai convinto. Neppure all’interno della maggioranza. Si tratta di un progetto amministrativo ideato, formulato e iniziato da Nicola Ottaviani. Poi Riccardo Mastrangeli lo ha portato avanti, con una convinzione che non ha… convinto la stragrande maggioranza dei consiglieri che lo sostengono. Per non parlare dei cittadini, delle famiglie, dei commercianti.
Le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri fotografano (a futura memoria) una situazione sotto gli occhi di tutti. Ha spiegato: “Il Comune ormai sembra l’Isola dei Famosi. Soltanto visibilità, come se si stesse recitando in un Reality. Non c’è nulla di amministrativo e di operativo. L’unica priorità è difendere le poltrone. Per la visibilità. Basta”. Aggiungendo: “Da un anno pensavo alle dimissioni. Sono rimasto perché legato, oltre che per la passione politica, a Nicola e Riccardo. Si era costruito un legame che andava oltre la politica. E non mi sembrava giusto “lasciarli” senza arrivare alla fine della consiliatura. Però poi ho cambiato idea. Dopo aver registrato la continua mancanza di condivisione sui vari temi e problemi legati all’amministrazione della città: Brt, mobilità urbana, ascensore inclinato, Multipiano, scuola Pietrobono, centro di trasferenza, strisce blu. Oltre ad un altrettanto continuo non coinvolgimento, sul piano politico, dei consiglieri comunali nelle scelte amministrative. Insomma, non si è fatta squadra. Mai. Lo dico in modo chiaro: non si amministra portando avanti strategie e punti di vista personali, coinvolgendo sempre e soltanto i soliti (pochi) personaggi”.
E’ su questo che quel che resta del centrodestra dovrebbe riflettere seriamente. Evitando di spostare il discorso su scenari di… distrazione di massa.