MTC, si chiede lo stop alla vendita e l’avvio di un confronto
La conferenza stampa tenutasi ieri e sollecitata dai componenti della commissione speciale Sanità del Comune di Frosinone e da alcuni esponenti dell’opposizione ha lanciato un messaggio chiaro: stop alla vendita della struttura della MTC e apertura a possibili soluzioni alternative. A parlare sono stati Cirillo, che ha ribadito le proprie perplessità rispetto a questa scelta amministrativa ed ha ricordato la possibilità di utilizzo da parte dell’Ares 118, Maria Teresa Petricca, che prospetta un possibile utilizzo per migliorare l’offerta sanitaria ai cittadini e Giovambattista Martino, che ponendo in rilievo l’ubicazione a ridosso dell’ospedale, ravvisa nell’utilizzo più corretto della struttura una possibilità rilevante e da non lasciarsi sfuggire. Altri autorevoli interventi sono stati quello di Paolo Fanelli, che ha rilanciato la proposta di trasformare l’immobile in un polo universitario e biomedico, e di Norberto Venturi, che ha invitato a valutare attentamente la convenienza economica della vendita, richiamando il tema della cosiddetta “medicina sociale”. Il consigliere comunale delegato al Patrimonio, Claudio Caparrelli, per suo conto, ponendo in risalto che non esiste alcuna incompatibilità tra la vendita dell’immobile e una sua eventuale futura destinazione sanitaria o sociosanitaria, ha però evidenziato come il Comune non abbia competenze nella programmazione e gestione delle strutture sanitarie, attribuite invece alla Regione Lazio.
Frosinone: Anselmo Pizzutelli paventa una paralisi istituzionale e politica
Anselmo Pizzutelli, il primo aventiniano passato all’opposizione, mette in guardia su un immobilismo amministrativo che può produrre gravi conseguenze. C’è necessità di prendere atto di come la maggioranza non esista più e che tutto ancora si muova solo in funzione di incarichi e poltrone. Nella sua analisi ribadisce la necessità di un passo indietro del Sindaco Mastrangeli, che a suo dire dovrebbe dimettersi immediatamente, ma dicendosi altresì certo che non lo farà chiama “alle armi” gli scontenti arrivando a sostenere le dimissioni di massa.
Angelo Pizzutelli (Pd) pone invece l’indice sull’abuso della turnazione dell’assessore comunale. Evitando di entrare nelle dinamiche di quella che definisce la maggioranza o pseudo tale censura con fermezza questa pratica assolutamente lecita ma davvero inopportuna ed esagerata se parametrata alla dimensione frusinate.
Crisi istituzionale e regolarità delle sedute: si cerca di far chiarezza
La crisi istituzionale scatena una battaglia che si sposta anche e soprattutto sul piano legale. Al centro della contesa ci sono infatti la regolarità delle sedute dopo le dimissioni a catena che hanno “falcidiato” l’ufficio di presidenza dell’Ente e le modalità di elezione del presidente del Consiglio. Nel riscontro ufficiale inviato alla Prefettura il 16 luglio, il Segretario Generale, Mauro Andreone, ha difeso l’operato dell’Amministrazione richiamando l’articolo 39 dello Statuto, secondo cui «in caso di assenza, di impedimento o di vacanza del presidente, le sue funzioni sono svolte dal Vice presidente del Consiglio, con precedenza per il Vicario». A supporto di questa linea, l’Ente ha allegato il parere del professor Enrico Michetti per la Gazzetta Amministrativa. Non nasconde invece le proprie perplessità Pasquale Cirillo, che in attesa che il Ministero si pronunci in tal senso e ci dia delle indicazioni chiare e precise, sottolinea come a suo modo di vedere le conclusioni di Michetti diano in realtà ragione alle perplessità sollevate dall’opposizione. Per Cirillo il giurista avrebbe di fatto sostenuto che prima di ogni altra cosa bisognasse convocare il Consiglio e mettere a primo punto all’ordine del giorno l’elezione del Presidente e dell’Ufficio di Presidenza e poi procedere con tutti gli altri punti ordinari. La vessata quaestio pertanto resta in piedi. Con il Ministero dell’Interno ora formalmente investito del caso, l’ombra della nullità non è più così vaga.
Cronaca: in Via Po una vera e propria base di spaccio: emesse 12 misure cautelari nei confronti degli indagati
A conclusione dell’operazione “Navigando sul Po”, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Frosinone, sono state eseguite dodici misure cautelari.
In Via Po, nella parte bassa del Capoluogo ciociaro, c’era infatti una vera e propria base di spaccio. Da un appartamento di edilizia popolare occupato abusivamente partivano infatti migliaia di cessioni di cocaina, crack e hashish destinate a un vasto giro di clienti provenienti da numerosi centri della provincia: Alatri, Vico nel Lazio, Veroli, Sora, Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri, Arpino, Cassino, Guarcino, Alvito, Ceprano, Strangolagalli, Arce, Roccadarce e Colfelice. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di aver preso parte a un’organizzazione dedita alla vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, crack e hashish. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Frosinone e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ha permesso di ricostruire, nell’arco di circa un anno, un sistema strutturato e organizzato, caratterizzato anche da legami familiari tra alcuni degli indagati. L’operazione rappresenta un duro colpo alla rete dello spaccio che aveva trasformato un’abitazione pubblica in un punto strategico per il traffico al dettaglio di droga nel territorio ciociaro.
