Lo strappo sembra essere definitivo. La lunga stagione del compromesso fra Forza Italia ed il centrosinistra a Latina si è conclusa. E a distanza di una settimana dalla fine dell’amministrazione Coletta volano gli stracci.“ Forza Italia avrebbe potuto sfiduciare il sindaco Coletta in qualsiasi momento, anche all’indomani delle elezioni del 2021. Ma non l’ha fatto perché, evidentemente, era più comodo. È troppo facile stare in maggioranza o all’opposizione in base alle proprie convenienze”. Latina Bene Comune e Partito Democratico, in una nota congiunta, hanno rotto gli indugi attaccando il partito di Fazzone e Calvi. “Evidenziamo un certo opportunismo politico da parte di un partito che, avendo fatto parte della maggioranza programmatica, non può non essere parte in causa del presunto immobilismo di cui ci si accusa -si sottolinea nella nota- sarebbe opportuno che ognuno si assumesse la propria parte di responsabilità. È evidente che alla base della decisione ci sia un diktat impartito dalle segreterie nazionali. Hanno chiesto la testa di Damiano Coletta, e gliel’hanno portata. Solo così si spiega il passo indietro da parte di Forza Italia che, fino a quel momento, aveva deciso di far parte della maggioranza programmatica. Conducendo tra l’altro, con i suoi consiglieri e le sue consigliere, un lavoro di responsabilità e sinergia insieme agli altri gruppi consiliari. Come si evince, tra le altre cose, dalle diverse presidenze di commissione loro assegnate”.
DE AMICIS PREOCCUPATO
Preoccupazioni sul futuro immediato di Latina arrivano dal capogruppo uscente del Pd, Enzo De Amicis. “Vogliono far passare la loro scelta come un atto d’amore per la città -ha affermato De Amicis– ci chiediamo che razza di amore possa essere quello che toglie impegno, e collaborazione, nel momento più duro per Latina e per il paese. Quando ci stiamo accingendo ad un inverno difficile e quando stiamo vivendo l’anno del Pnrr, un treno da prendere al volo per portare Latina ad una nuova rinascita”. Lo stesso esponente del Pd aveva tracciato un quadro molto negativo relativamente all’ultima fase politico-amministrativa del Comune di Latina. De Amicis aveva descritto lo scenario di oggi come “uno scontro tra tribù, diffuse dentro e fuori i partiti senza alcun rispetto delle persone coinvolte. Una situazione paradossale alla quale non voglio partecipare invitando anche il Pd, che ho rappresentato in Consiglio Comunale come capogruppo, ad evitare. Tutti hanno qualcosa da dire, e questo diritto è inconfutabile, ma non è consentito il non rispetto dell’altro”. Una situazione che sembra potersi trascinare almeno fino alla prossima tornata amministrativa prevista per la tarda primavera del 2023.

