Sondaggi sotto l’ombrellone: bene Meloni, Conte e Renzi, male Schlein e Calenda. La chiusura di psichiatria a Frosinone: servono medici ma anche Dea di secondo livello e università. Saf, la presidenza spetta a Fratelli d’Italia

L’ultimo sondaggio elettorale è quello di Ipsos per il Corriere della Sera. Del 1° luglio. Rispetto al 27 maggio Fratelli d’Italia guadagna lo 0,2% e si posiziona al 29,8%. Il Partito Democratico perde l’1% e scende al 19,4%, sotto la soglia psicologica del 20%. Aumenta dell’1,2% il Movimento Cinque Stelle, che accorcia le distanze con il Pd, salendo al 16,2%. La Lega è al 9,1% (+0,9%). Forza Italia, terminato l’effetto emotivo legato alla scomparsa di Silvio Berlusconi, è al 7,7% (-0,3%). Poi Italia Viva di Matteo Renzi al 4,1% (+1,1%). Mentre Azione di Carlo Calenda perde lo 0,4% e si ferma al 3,1%.

Un sondaggio attendibile perché arriva dopo un periodo lungo e caratterizzato da tanti eventi sul piano nazionale, europeo, internazionale, economico e sociale. Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni è stabilmente (e per distacco) il primo partito italiano. Il Pd di Elly Schlein è tornato ad ondeggiare esattamente come quello di Nicola Zingaretti ed Enrico Letta. Con il Movimento Cinque Stelle che può tornare a tallonarlo e senza possibilità alcuna di intesa. Il centrosinistra non ha possibilità di competere: il dato che emerge è questo. Nella coalizione di centrodestra Lega e Forza Italia sono staccatissimi da FdI. La rottura del Terzo Polo fa bene a Matteo Renzi e male a Carlo Calenda.

LA CHIUSURA DI PSICHIATRIA

A Frosinone il reparto di Psichiatria chiude almeno fino a settembre. Mancano i medici. Qualche settimana fa lo stesso rischio è stato corso da Malattie Infettive. Ma ci sono altre specializzazioni a corto di personale. Una situazione che nasce dal passato (più prossimo che remoto). L’emergenza Covid ha avuto l’effetto di “parcheggiare” tutti gli altri problemi. Adesso però i nodi stanno venendo al pettine: sono nodi risalenti ai dieci anni di amministrazione delle giunte Zingaretti e del centrosinistra. Sorprende parecchio che i protagonisti a vario titolo di quella stagione (da Alessio D’Amato a Sara Battisti) facciano interrogazioni e prendano posizioni critiche. Francesco Rocca e il centrodestra sono arrivati adesso: vedremo come interverranno, ma scaricare su di loro la responsabilità è un esercizio ludico. Anche se protrarre oltre la

permanenza di un management che è stato voluto e funzionale (anche piuttosto platealmente) a logiche politiche del tutto opposte a quelle del centrodestra non fa altro che produrre un pesante e immeritato carico di problemi e responsabilità per i nostri consiglieri regionali di Lega e FdI. Il problema della mancanza di personale a Frosinone però si lega anche ad altre situazioni. La sanità ciociara non è “attrattiva”. Finché non ci sarà il riconoscimento del Dea di secondo livello all’ospedale Spaziani di Frosinone è inutile ipotizzare salti di qualità. Solo “agganciando” i nostri ospedali a cattedre universitarie si potrà pensare di cambiare il corso della situazione. Servirebbero coraggio e idee.

LA VICENDA SAF

Il primo presidente della Società Ambiente Frosinone è stato Cesare Fardelli, voluto dall’allora uomo forte del Partito Democratico, Francesco Scalia. Fardelli è stato molti anni alla guida dell’impianto che si occupa del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti prodotti in Ciociaria. Scalia non si faceva problemi nel definire accordi trasversali e alle riunioni dell’assemblea dei sindaci Fardelli vinceva facilmente con percentuali ampie. Fino a quando non è stato sconfitto da Mauro Vicano, lanciato dall’altro uomo forte del Pd, Francesco De Angelis. Il quale si prese le sue rivincite su Scalia, continuando successivamente la “striscia” con Lucio Migliorelli, per due volte consecutive eletto dall’assemblea dei sindaci. In maniera trasversale, come sempre.

Scalia e De Angelis sono stati protagonisti dello stesso tipo di “rivalità” ovunque. Alla Provincia: chi non ricorda la partita giocata da Antonio Pompeo (Scalia) ed Enrico Pittiglio (De Angelis)? Ma anche al Consorzio Asi e al Cosilam si è agito nello stesso modo. Perfino pochi mesi fa per la presidenza della Provincia ci sono stati schieramenti opposti e trasversali. E’ normale quando si parla di assemblee dei sindaci o di voti ponderati. Adesso si devono eleggere i nuovi vertici della Saf. Fratelli d’Italia è il primo partito dappertutto. 

L’assessore comunale di Ceccano Riccardo Del Brocco (che tra l’altro ha una certa dimestichezza con le dinamiche ambientali) fa notare alcuni aspetti: “Fratelli d’Italia, primo partito in Italia, nella Regione Lazio e nella provincia di Frosinone lavorerà per avere la guida della società, partendo dai propri sindaci e cercando il coinvolgimento più ampio possibile, con buona pace degli alleati della Lega che alla Provincia si sono precipitati dal giorno dopo le elezioni a chiedere poltrone al Pd. Ricordiamo a tutti che la Saf è una società partecipata dai 91 Comuni e dalla Provincia di Frosinone. Ai sindaci e non alle segreterie dei partiti ci rivolgeremo per proporre una governance nuova caratterizzata da competenza e professionalità. Ai sindaci proporremo un nuovo modello di sviluppo per la società che dovrà sfruttare le grandi opportunità garantite dai fondi per la transizione energetica e l’economia circolare”. No secco da parte di Fratelli d’Italia all’ipotesi dell’acquisto, da parte di Saf, della discarica di Roccasecca, “sulla quale – scrive Del Brocco –  pende ancora l’ordinanza di bonifica emessa dalla provincia di Frosinone”. Con la possibilità di pesantissime conseguenze economiche (un Cerroni bis in salsa ciociara) nella malaugurata ipotesi che venissero provate le ipotesi di contaminazione del sottosuolo. 

Sul caso Saf entrano in gioco le regole basiliari della politica. Il partito di maggioranza in Italia, nella Regione e in Ciociaria avanza una proposta ai sindaci dell’assemblea, cercando di aggregare. Come è stato sempre fatto quando sono stati eletti Cesare Fardelli, Mauro Vicano e Lucio Migliorelli. Allora l’iniziativa era del Pd, adesso di Fratelli d’Italia. La Lega non è d’accordo. Ma allora perché non prova a realizzare un’operazione tutta politica di centrodestra? Forse perché dovrebbe riconoscere la leadership (oggettiva) di Fratelli d’Italia? Ma funziona così in democrazia: chi ha più voti vince e governa.

Certo è che l’elezione dei nuovi vertici della Saf sarà il primo passo di una riorganizzazione della politica dei rifiuti. La giunta regionale di Francesco Rocca ha annunciato un nuovo Piano. Nel Lazio mancano le discariche e lo smaltimento “in giro per l’Italia” costa tantissimo ai Comuni e quindi alle famiglie e ai cittadini. C’è da rimettere mano all’intero settore, considerando la condizione nella quale versa Roma ormai da tempo immemorabile. Piaccia o non piaccia alla Regione Lazio governa il centrodestra con Francesco Rocca, espressione di Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa. I fatti sono semplici. Negli enti intermedi sempre hanno prevalso situazioni di coalizione larghe e trasversali. Non è che adesso non vale più perché tocca a Fratelli d’Italia.