
E’ stranamente uscito dall’agenda elettorale dei partiti il tema delle infrastrutture ed in particolare quello riguardante la realizzazione della Roma-Latina.
Soprattutto è passato forse quasi inosservato dalla maggioranza dei protagonisti della scena politica locale, quanto avvenuto tre settimane fa, ovvero il colpo di teatro andato in scena nel capoluogo pontino, rappresentato dalla firma dell’accordo per la revisione e l’aggiornamento dell’asse viario che dovrebbe sostituire la Pontina. Zingaretti aveva ed ha avuto ben dieci anni per portare in cantiere quest’opera ma se ne è ben guardato preferendo destreggiarsi tra omissioni, ripensamenti, andature da gambero indeciso, senza mai riuscire a prendere una posizione chiara e netta in merito.
Lontano appare il momento della posa della prima pietra, quello dell’apertura dei cantieri. Invece, siamo davanti all’ennesimo accordo e all’ennesima revisione del tracciato che apre ad un nuovo round di un gioco perverso fatto di progetti, acquisizioni dei pareri, espropri e chi più ne ha più ne metta.
Zingaretti e la sua maggioranza hanno speculato dieci anni sulle spalle dei cittadini costretti a percorrere l’impossibile Pontina spinti dal miraggio della realizzazione della nuova autostrada. Ha avuto dieci anni per agire e dare risposte ai cittadini, nonché di farsi parte responsabile anche presso il Governo per arrivare all’apertura dei cantieri.
E’ evidente che ad un mese dalle elezioni politiche in cui correrà per un posto in Parlamento, dovrà portare a termine quello che il suo mandato da presidente della Regione Lazio imponeva, cioè dare risposte ai cittadini.
Zingaretti ha detto “Sulla Roma-Latina “diciamoci la verità: ci credevano in pochi ma anche questa è fatta”. Parole che suonano come un’offesa, l’ennesima all’intelligenza dei cittadini. Perché l’unica cosa fatta davvero è stata gettare ancora fumo negli occhi della comunità e delle imprese pontine. Per la Roma-Latina non resterà che attendere il nuovo governo regionale. Forse qualcosa, nell’era post Zingaretti, si potrà fare davvero.
DISCARICA RIFIUTI NEL DIMENTICATOIO
Altro argomento letteralmente evaporato in questa campagna elettorale estiva è quello della discarica provinciale. Da circa un mese si attende la fine del ‘balletto’ fra Regione e Provincia di Latina sull’individuazione del sito per la realizzazione dell’impianto necessario ai fini della chiusura del ciclo dei rifiuti.
A inizio luglio la Regione aveva inviato una diffida per “assumere con massima celerità i provvedimenti necessari per addivenire al più presto all’individuazione dell’impianto di discarica di bacino di Ato e all’individuazione dei siti idonei per la realizzazione della discarica e dell’impiantistica del ciclo integrato dei rifiuti per raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza entro il 20 luglio e ad attivarsi nel procedere ad approvare quanto prima il Piano di Gestione dei Rifiuti urbani provinciale”.
Un ultimatum rivolto soprattutto alla Provincia di Latina. “Il Piano dei rifiuti regionale -si evidenziava nella missiva della Regione- fornisce chiare indicazioni sull’autosufficienza di ogni Ato e la necessità che ogni Ambito si doti di una rete impiantistica capace di far fronte, in autonomia, alla gestione dei rifiuti urbani. Per l’Ato di Latina, a causa della sua inerzia, la Regione Lazio ha provveduto a nominare un commissario per l’individuazione di uno o più siti nel territorio della provincia di Latina, idonei alla localizzazione e realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti per garantire l’autosufficienza dell’Ato Latina. Con decreto n. 1 del 16 giugno 2022 il commissario ad Acta ha determinato l’individuazione di siti idonei per la realizzazione di nuove discariche per la chiusura del ciclo dei rifiuti urbani”.
Nei giorni successivi l’assessore regionale ai rifiuti, Massimiliano Valeriani aveva avvertito via Costa ed i sindaci pontini: “Auspico che a Latina le istituzioni locali facciano uno scatto in avanti e si proceda con la realizzazione di un impianto”.
A distanza di oltre un mese nulla però si è mosso. Nè in Regione, né tantomeno in Provincia. Per non parlare dell’intera classe politica locale, istituzionale e non, impegnata fino a ieri a concentrare i propri sforzi nella battaglia dei collegi.
La sensazione è che la campagna elettorale stia spingendo entrambe le parti ad una tacita tregua (chiaramente provvisoria), rinviando all’autunno la soluzione del rebus. Ad ogni modo a gennaio si voterà per le regionali e tutti i nodi dovranno necessariamente venire al pettine.
I SITI INDIVIDUATI E LE SCELTE RINVIATE
Occorre ricordare come le aree scelte dal commissario Bonsignore si trovano a Cisterna di Latina e ad Aprilia.
La prima è a Cisterna di Latina: una superficie pari a circa 34.000 mq, del sito in località “la Villa”, di proprietà Scavilana S.r.l., sito già oggetto di richiesta di autorizzazione ad attivare una cava pozzolanica. La superficie dichiarata idonea è quota parte della superficie complessiva di 148.394 mq delle particelle individuate, sia per la necessità del distanziamento di almeno 60 metri dalla progettata strada Cisterna Valmontone facente parte del “Corridoio intermodale Roma-Latina” che dell’opportunità di distanziamento di almeno 300 metri da alcune case sparse.
Il secondo sito individuato è sempre a Cisterna di Latina: una superficie di 43.000 mq del sito industriale dismesso nel 1990 dalla Goodyear in via Nettuno di proprietà Sfim Investimenti Spa. La superficie dichiarata idonea è la quota parte centrale della superficie complessiva, per l’opportunità di distanziamento di almeno 300 metri da alcune case sparse, da altri stabilimenti industriali attivi e dalla via Nettuno, che collega la S.S. 148 al centro di Cisterna.
Il terzo sito ad Aprilia su una superficie pari a circa 77.000 mq della cava dismessa e successivamente “coltivata”, adiacente ad una parte di cava attualmente attiva e ad un’altra area per cui è in corso di perfezionamento l’autorizzazione all’ampliamento della cava stessa. L’area è di proprietà in parte di Stradaioli Holding Spa e in parte de “I Faggi Società Agricola Semplice di Stradaioli Rita“. La superficie dichiarata idonea è parte della superficie complessiva di 126.770 mq, per la necessità di escludere sia limitate porzioni di territorio tutelate da vincolo idrogeologico e sia limitate aree boscose e per l’opportunità di distanziamento di almeno 300 metri da alcune case sparse.
Il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli e i sindaci hanno inoltre preso atto della relazione del commissario straordinario ai rifiuti Illuminato Bonsignore che deve ancora essere esaminata e approfondita con i vertici delle amministrazioni comunali. Nel frattempo Stefanelli ha annunciato che darà mandato agli uffici di via Costa di acquisire dai singoli Comuni tutti i dati relativi al ciclo dei rifiuti per fornire un quadro il più possibile dettagliato ai sindaci per supportarli nelle loro decisioni. Ma senza fretta. Con il voto politico alle porte, in molti puntano a rinviare delle scelte ‘scottanti’, per non andare incontro a possibili contraccolpi elettorali.
