Più topi che cittadini romani. Le stime dicono che nella Capitale ci sono 7 milioni di roditori, 2,5 per ogni abitante. Basterebbe questo per rendersi conto del fallimento politico dei sindaci Virginia Raggi (Cinque Stelle) e Roberto Gualtieri (Pd), ma anche dell’ex presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Perché il vero e irrisolto problema è quello legato alla mancanza di una discarica a servizio della Città Eterna e di un Piano serio per l’intero Lazio. Le immagini dei roditori che si inseguono o pasteggiano al Colosseo hanno fatto vergognare l’Italia e indignare i turisti. Creando ancora una volta un danno non quantificabile alla “fu Grande Bellezza”. Simona Baldassarre, assessore alla cultura della Regione Lazio, ha detto: “I topi avvistati vicino al Colosseo sono la goccia che fa traboccare il vaso. Ma le condizioni igienico sanitarie di tutta la città sono vergognose. Non solo un problema di decoro o per i turisti, dunque, ma condizioni che mettono a rischio la salute dei romani, che pagano la Tari più cara d’Italia per avere il servizio peggiore del mondo”. La frase finale fotografa alla perfezione una situazione intollerabile. Senza scuse. L’Amministrazione Gualtieri ha annunciato il via ad un Tavolo tecnico sui ratti, annunciando (per domani) una derattizzazione dell’area. Ci mancherebbe pure. Mentre l’assessore capitolina alla cultura Sabrina Alfonsi ha affermato che “il caldo di queste giornate e l’afflusso dei turisti ha portato a una grande quantità di rifiuti, principalmente bottigliette di plastica, abbandonati in tutte le aree circostanti l’anfiteatro, soprattutto nelle aree verdi”. Significa guardare il dito ignorando la luna. Il problema è rappresentato dalle condizioni vergognose nelle quali versano da anni le strade di Roma. Le responsabilità politico-amministrative sono evidenti. Per la sindaca Virginia Raggi (Cinque Stelle) le discariche non servivano. Abbiamo visto tutti cosa è successo, anche a causa del rimpallo di responsabilità con la Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti (Pd). Poi al Campidoglio è arrivato Roberto Gualtieri (Partito Democratico), promettendo la soluzione del problema grazie ad un programma ragionato e operativo. Gualtieri (una vera sciagura per la capitale) oltre a riuscire nella colossale impresa di far rimpiangere la Raggi è riuscito a far credere di aver in qualche modo risolto il problema programmando la realizzazione di un termovalorizzatore. Che se tutto va bene entrerà in servizio tra 4/5 anni.
Tempi biblici per una capitale chiamata ad appuntamenti importantissimi (il Giubileo e la sfida dell’Expo 2030) ma che ha necessità di recuperare sul piano dell’ attrattività concentrandosi sul decoro, sui servizi, sulla mobilità e sulle infrastrutture digitali.
Ecco perchè i rifiuti e la loro gestione rimangono centrali. Il neo Governatore Francesco Rocca inizierà a settembre a lavorare al Piano per il Lazio. Fermo restando che senza una svolta vera da parte del Comune di Roma tutto è assai complicato, quale situazione ha ereditato Rocca? Nel Lazio le discariche sono ridotte all’osso e quelle che c’erano si sono esaurite ormai da anni. L’immondizia viene smaltita altrove, quella di Frosinone per esempio nei termovalorizzatori della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Con un aggravio delle spese per cittadini, famiglie e imprese. La discarica di Roccasecca è ferma da più di due anni. Il modello che ha funzionato per diversi lustri è un pallido ricordo, perché l’assenza di una discarica per provincia ha fatto saltare sia le regole che l’operatività. Considerare “sic e simpliciter” terminata l’operatività di Roccasecca è un’operazione intrisa di ipocrisia. E questo lo sanno bene anche gli oppositori più irriducibili. Individuare un altro sito da adibire a discarica è tra l’altro un’operazione politica impopolare. Nessuno vuole assumersene la responsabilità.
Tuttavia bisognerà farlo nonostante l’ex presidente Pompeo si è guardato bene da qualsiasi contatto con le costosissime carte elaborare dal Politecnico di Torino. Schivando cassetti fisici e “file” nelle quali sono state quasi “segretate”. Vedremo quali saranno le mosse della Provincia guidata da Luca Di Stefano. E quelle della Saf di Fabio De Angelis che ha l’obbligo di far cambiare passo (e mentalità) ad una società chiamata ad una sfida di quelle che fanno tremare i polsi. Il raccordo con la Regione Lazio, oltre ad essere inevitabile, è auspicabile. Quanto ai territori, i Comuni vanno coinvolti e non ulteriormente penalizzati. Occorre una manovra politica di ampio respiro, non ci sono dubbi. Intanto però si può dire senza timore di smentita che dieci anni di guida di centrosinistra della Regione hanno determinato un fallimento senza precedenti in due settori chiave: la sanità e i rifiuti. Mentre le amministrazioni progressiste della Capitale (prima i Cinque Stelle con la Raggi, poi il Pd con Gualtieri) hanno messo in fila una serie di disastri sull’immondizia che hanno avuto l’effetto di far perdere a Roma l’attrattività nel mondo. Con tante analogie rispetto a quanto avvenuto qui da noi.

