ll supporto di Bottoni può regalare la vittoria a Zaccheo. Addio sogno Parlamento per Coletta, superato da Forte e Sesa Amici

Il 2-3% di Antonio Bottoni può essere determinante per la vittoria del centrodestra nel voto ‘supplementare’ a Latina. Il candidato sindaco che nell’ottobre 2021 era sostenuto da liste civiche di destra ha da poco aderito a Fratelli d’Italia, entrando nella dirigenza del partito di Calandrini. Per la precisione, da poco meno di due mesi ha assunto l’incarico di responsabile provinciale del dipartimento “Politiche sociali e difesa dei consumatori”.Poco meno di un anno fa superò il 3% nel primo turno poi oggetto di contenzioso amministrativo. Non fu sufficiente per poter entrare in Consiglio comunale, nè tantomeno oggi appare in grado di raggiungere il quorum nelle 22 sezioni chiamate alle urne. Il programma elettorale di Bottoni d’altronde appare ben sovrapponibile a quello della coalizione di centrodestra. Piano regolatore, Tpl, cimitero, viabilità e parcheggi sotterranei, manutenzione ordinaria (decoro urbano e verde pubblico) e delle strade, tra gli obiettivi primari di un candidato sindaco che ha criticato ‘l’immobilismo dell’ultimo quinquennio di governo’. 
Altro punto in comune soprattutto con Zaccheo è il centenario della fondazione della città e l’ambizioso progetto di Latina Capitale europea della Cultura. Così appare scontato che Bottoni non farà campagna elettorale per sè, ma sosterrà la corsa di Vincenzo Zaccheo. Circa 400 voti ottenuti nelle sezioni succitate che potrebbero avvicinare parecchio Zaccheo al 50%+1 dei voti e chiudere la partita il 4 settembre. 

COSA HA DETTO LA SENTENZA

Il Tar di Latina ha disposto in particolare l’annullamento delle operazioni elettorali svoltesi nelle sezioni nn. 24, 40, 44, 60, 64, 68, 69, 73, 75, 76, 81, 83, 85, 86, 94, 95, 98, 103, 106, 107, 109 e 110, con rinnovazione delle operazioni in tali sezioni, ricorrendo nella fattispecie l’ipotesi prevista, in via eccezionale, dall’art. 77 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960 (mancanza o annullamento delle elezioni in alcune sezioni).
Il mancato raggiungimento del 50 per cento più uno al primo turno del candidato sindaco Zaccheo sarebbe stato determinato da un significativo numero di voti illegittimamente assegnati e da schede elettorali illegittimamente rendicontate nei verbali delle sezioni elettorali. Ciò tenuto conto del fatto che al primo turno il candidato sindaco Zaccheo riportava 30.433 voti, pari al 48,30 per cento, mentre il candidato sindaco Damiano Coletta riportava 22.469 voti, pari al 35,66 per cento. Il risultato elettorale sarebbe viziato dalle gravi violazioni di legge riscontrate nelle operazioni di voto e di scrutinio in molti uffici elettorali di sezione, come risulta dai rispettivi verbali, con specifico riferimento al numero di schede autenticate e bollate e dalla discrepanza tra numero di schede vidimate, numero di voti espressi e numero di schede vidimate non utilizzate, indicatori del verificarsi del fenomeno comunemente descritto come “schede ballerine”. Sarebbe risultato che in alcune sezioni, “non sussiste la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate”, in altre non sussiste la corrispondenza tra elettori votanti e numero di voti espressi, in altre il numero di schede autenticate è superiore al numero di elettori, in altre a causa delle omissioni dei verbali non è possibile effettuare un esatto conteggio, in altre è stato autenticato un numero maggiore di schede rispetto al numero di elettori, e in altre ancora sono presenti evidenti correzioni ed abrasioni nei verbali. Un quadro tale da rendere davvero impossibile non parlare di ‘voto inquinato’. Con responsabilità penali tutte ancora da accertare.

COLETTA DICE ADDIO AL SEGGIO IN PARLAMENTO

Le ambizioni di gloria sono state coltivate per lungo tempo. Damiano Coletta avrebbe individuato la ‘scorciatoia’ delle legislative come via di fuga dal Comune. Da tempo il sindaco decaduto lavorava per questo obiettivo. Ma stavolta la fortuna non è stata dalla sua parte. La caduta del governo Draghi e le elezioni politiche anticipate hanno sconvolto i piani di Coletta, ‘costretto’ a doversi nuovamente misurare sul terreno delle comunali per via del ‘ribaltone’ deciso dagli organi di giustizia amministrativa. Le due consultazioni elettorali (comunali e politiche) hanno finito praticamente per coincidere. Una congiuntura sfavorevole che ha penalizzato l’ex primo cittadino. Ora il centrosinistra locale punterà le sue carte sul consigliere regionale Enrico Forte e sull’ex sottosegretaria Maria Teresa Amici. In caso di sconfitta alle comunali a Coletta resterà come ultima spiaggia una candidatura alle regionali nella lista civica del candidato presidente di centrosinistra. In ogni caso le comunali serviranno a Coletta anche per potersi contare e far vedere al Pd la reale forza in termini di consensi personali.
Un percorso che potrebbe coinvolgere il suo stesso movimento di Lbc insieme alle liste ‘satelliti’.