Un piccolo slittamento e fra poche ore avremo il verdetto sul ricorso presentato da Damiano Coletta contro la sentenza del Tar che lo ha dichiarato decaduto e che ha disposto il ritorno al voto a Latina in 22 sezioni su 116 per le comunali. I giudici amministrativi al termine della camera di Consiglio di ieri si sono riservati, optando per una sentenza breve sul merito della questione. Con questa sentenza si arriverà subito a una decisione definitiva e di merito sul ricorso elettorale perché i giudici ritengono di poter decidere allo stato degli atti senza ulteriore indugio. La sentenza in forma semplificata può essere adottata sia per manifesta fondatezza del ricorso o per manifesta infondatezza, inammissibilità e irricevibilità del ricorso. I giudici si sono riservati e solo oggi sarà reso noto il verdetto
L’udienza era fissata per prendere una decisione sull’istanza cautelare avanzata da Coletta, ovvero sulla richiesta di sospendere la sentenza e quindi anche il commissariamento del Comune disposto dalla prefettura. Ma alla fine la pronuncia avrà il peso di una sentenza di merito e metterà la parola fine alla lunga controversia giudiziaria.
LA PRONUNCIA DEL TAR
La sentenza emessa dai giudici del Tar di Latina era stata estremamente severa nei confronti di chi ha condotto le operazioni di voto. “Nel merito, il ricorso è fondato, in quanto, all’esito della verifica disposta con l’ordinanza istruttoria -si legge nella sentenza- coglie nel segno, la censura con la quale è contestata la non corrispondenza, nelle Sezioni di seguito specificate tra le schede autenticate, quelle utilizzate per il voto e quelle non utilizzate”. Alla luce del verbale della Prefettura, che aveva sostanzialmente rilevato una serie di irregolarità sulla correttezza delle operazioni, il collegio dei giudici è arrivato ad una conclusione inequivocabile. “Non risulta soddisfatto il requisito della corrispondenza, tra le schede autenticate, quelle utilizzate per il voto e quelle non utilizzate -si sottolineò nella parte saliente della sentenza- il fenomeno deve essere valutato di rilevanza tale da incidere potenzialmente sul corretto risultato del primo turno elettorale, a seguito del quale il candidato sindaco Zaccheo non ha raggiunto la quota del 50% dei voti più uno, per uno scarto di circa 1071 voti. E’ evidente, infatti, che dietro l’apparente minimo scarto (tranne i casi eclatanti delle sezioni 40, 73, 95 e 103) tra il numero delle schede autenticate come risultante dai verbali delle Sezioni sopra citate, e quello delle schede autenticate adoperate effettivamente dagli elettori e di quelle non utilizzate, effettivamente rinvenute dalla Prefettura, può nascondersi il fenomeno della c.d. scheda ballerina (consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata, sulla quale viene poi scritto il nome del candidato e consegnata all’elettore che, entrando nel seggio, ritira la scheda bianca assegnatagli, depositando nell’urna non già quest’ultima ma quella consegnatagli all’esterno del seggio) destinato a incidere sulle correttezza del voto in maniera esponenziale e non determinabile a priori”. Solo nella giornata odierna sapremo se l’impalcatura di questa sentenza verrà confermata o si assisterà ad un clamoroso ribaltone.
