Fantini riunisce il Pd: ultima occasione per dare una svolta. Le invidie continuano a frenare il centrodestra, ma la Saf può rappresentare un nuovo inizio


Domani Luca Fantini riunisce la direzione provinciale del Partito Democratico. Tante le novità rispetto all’ultima volta: Daniele Leodori ha stravinto le primarie ed è stato eletto segretario regionale. Francesco De Angelis è il presidente dei Dem nel Lazio. Nel frattempo però il Pd non governa più la Regione, guidata dal centrodestra di Francesco Rocca. Qualche giorno fa sempre De Angelis ha ceduto a Sara Battisti il timone della sua potentissima corrente, Pensare Democratico. In diverse occasioni Luca Fantini si è soffermato sue due elementi: il Pd è stato il primo partito alle comunali di Frosinone e alle regionali del Lazio in Ciociaria ha ottenuto la percentuale più alta rispetto alle altre province. Sembrano vittorie di Pirro perché in realtà sono tanti i Comuni persi in questi anni e anche dove si è vinto è stato necessario “nascondersi” dietro esperienze civiche: Sora e Ferentino su tutti. Senza entrare mai in partita ad Anagni, Alatri e Fiuggi. Tralasciando Frosinone (dove si perde dal 2012) e Ceccano (un tempo denominata la Cuba della Ciociaria). Il Partito Democratico può continuare a “rimuovere” queste situazioni. Luca Fantini, Francesco De Angelis e Sara Battisti possono tranquillamente continuare a soffermarsi su altro, ma in questo modo non cambierà mai nulla. Il partito non riesce ad essere più il perno di un sistema di alleanze che in passato gli ha consentito di vincere ovunque, anche quando era minoritario. Questo si è perso.

Spesso si citano le provinciali, vinte da Luca Di Stefano con l’appoggio di De Angelis. Impresa eccezionale, va riconosciuto. Favorita però dalle solite spaccature del centrodestra e da tante assenze strategiche dei consiglieri in fase di votazione. Elementi che non possono essere “saltati” in una riflessione analitica. Tra un anno si voterà per le europee (probabile che Francesco De Angelis sia candidato) e in una quarantina di Comuni della Ciociaria. Non c’è tanto tempo per organizzare liste e candidature. Oltre che partire con la mobilitazione. Dalla relazione di Luca Fantini si capiranno molte cose.

LE AMNESIE DEL CENTRODESTRA

Ad Alatri il sindaco Maurizio Cianfrocca e gli alleati hanno voluto di fatto accompagnare Fratelli d’Italia alla porta. Inserendosi anche nei meccanismi interni del partito. Più di un anno fa a Frosinone c’era chi voleva fare la stessa operazione prima del voto che ha poi “incoronato” Riccardo Mastrangeli sindaco. La capacità di riflessione e il senso di responsabilità di Massimo Ruspandini e Fabio Tagliaferri ha evitato che questo si verificasse. Sette mesi fa alle provinciali, pur di non concedere la candidatura alla presidenza della Provincia a Fratelli d’Italia, il centrodestra ha preferito dividersi e perdere. Viene il dubbio che in Ciociaria gli alleati facciano una fatica tremenda a prendere atto della situazione. Fratelli d’Italia è il primo partito in ogni sondaggio (30%). Nessuno degli alleati è in doppia cifra. Il presidente del consiglio del Governo è Giorgia Meloni. Alla Regione Lazio la coalizione ha stravinto grazie all’exploit di FdI. Il presidente è Francesco Rocca. Quello di Giorgia Meloni è l’unico partito del centrodestra che ha consiglieri regionali: due. Daniele Maura e Alessia Savo. Perciò sindaci, amministratori locali e responsabili dei partiti alleati si rendono conto che terremotando le realtà locali fanno un danno a tutta la coalizione? Nei Comuni spesso prevalgono logiche di campanilismo esasperato, ci sono invidie e gelosie. Ma allora, lo chiediamo a voce alta, a cosa serve la politica? Cosa ci sta a fare?

L’OCCASIONE DELLA SAF

Giovedì si rinnovano i vertici della Società Ambiente Frosinone. Finora è stato un monopolio Pd: Cesare Fardelli (fedelissimo di Francesco Scalia), Mauro Vicano (allora vicinissimo a Francesco De Angelis), Lucio Migliorelli (De Angelis). Il centrodestra stavolta può vincere, soprattutto puntando sul circuito virtuoso con la Regione Lazio. Ma convincendo il Pd che la conta non serve. E che una vittoria senza condivisione degli obiettivi sarà inevitabilmente una vittoria di Pirro. Si tratterà di parlare con i sindaci-soci e far capire che c’è la possibilità di cambiare l’impostazione stessa del Piano dei rifiuti e delle discariche. Il traguardo è possibile. A patto che non prevalgano le logiche perverse di chi fa politica esclusivamente per il culto di se stesso senza tenere conto delle esigenze del territorio e dei cittadini.